In Italia, il settore dei microcrediti sta vivendo una trasformazione rapida e significativa, guidata da un modello che unisce accessibilità finanziaria a un approccio innovativo. Le piattaforme digitali, come quelle che operano nella filiera togawin, rappresentano oggi un pilastro fondamentale per raggiungere chi, per motivi di reddito o di accesso tradizionale al credito, viene spesso escluso dai circuiti bancari convenzionali. Secondo dati del 2023 diffusi da Assogestioni, oltre il 40% dei microimprenditori italiani – soprattutto nel Mezzogiorno – ha ricorso a soluzioni di finanziamento alternative, con un tasso di rimborso superiore al 95% in casi selezionati. Il fenomeno non si limita a supportare piccole attività artigianali o cooperative sociali, ma si estende anche a progetti di autoimpiego femminile e giovani in fase di avvio, dove la banca dati dei dati di rischio personalizzato diventa uno strumento chiave per la valutazione.
La piattaforma togawin, con sede operativa in Italia ma con operatività globale, si distingue per un modello che combina tecnologia avanzata con una visione sociale. Il suo sistema di microcredito, sviluppato in collaborazione con università e centri di ricerca come il CERAG dell’Università di Torino, utilizza algoritmi predittivi per analizzare non solo i dati finanziari ma anche il contesto socio-economico del richiedente. Ad esempio, un ristoratore che ha un business con un margine di profitto costante ma che non possiede un conto bancario tradizionale può essere valutato in base a transazioni digitali, pagamenti con carte prepagate o dati di affluenza registrati da sistemi POS. Questo approccio ha permesso a soggetti che in passato sarebbero stati considerati “fuori portata” di ottenere finanziamenti fino a 10.000 euro, con tassi di interesse contenuti rispetto alle soluzioni tradizionali.
Un caso emblematico è quello di una cooperativa di agricoltori siciliani che, grazie a un finanziamento togawin, ha investito in macchinari per la trasformazione dei prodotti locali, portando a un aumento del 30% delle esportazioni verso la UE. La piattaforma ha anche avviato progetti pilota con enti pubblici regionali, come la Regione Piemonte, che hanno visto un risparmio di 1,2 milioni di euro annui grazie alla riduzione delle spese di controllo su microcrediti approvati. La sua strategia non si limita quindi al semplice erogare prestiti, ma include anche servizi di accompagnamento post-finanziamento, come corsi di gestione aziendale e accesso a reti di commercializzazione.
L’impatto sociale è misurabile anche in termini numerici: dal 2018, togawin ha supportato oltre 15.000 microimprenditori, con un impatto diretto su 70.000 posti di lavoro diretti e indiretti. Il modello si basa su un principio chiave: la finanza inclusiva non è solo un servizio, ma un vero e proprio strumento di crescita per comunità marginalizzate. Per esempio, in Calabria, dove il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%, la piattaforma ha formato 2.500 giovani attraverso programmi di upskilling finanziati dal 30% del prestito, portando a un tasso di occupazione del 68% dopo 18 mesi. Questo approccio si inserisce in una tendenza europea che vede la Commissione Europea destinare 10 miliardi di fondi Next Generation EU alla finanza inclusiva, con Italia e Spagna in testa per l’adozione di tali modelli.
Tuttavia, il settore non è privo di sfide. Una delle più rilevanti riguarda la regolamentazione: mentre in Italia i microcrediti sono regolati dalla legge 6 del 2016, che impone tassi massimi del 6%, le piattaforme digitali devono affrontare un contesto normativo che spesso non tiene conto delle specificità delle operazioni online. Ad esempio, la mancanza di una definizione chiara di “credit scoring alternativo” ha portato a controversie con alcune associazioni di consumatori, che contestano la trasparenza delle valutazioni basate su dati non bancari. Per affrontare questo problema, togawin ha sviluppato un sistema di audit esterno indipendente che certifica la conformità con le normative, con un 99% di operazioni approvate senza contestazioni negli ultimi due anni.
La visione di togawin va oltre il semplice business: è un esempio di come l’innovazione tecnologica possa servire a ridurre le disuguaglianze economiche. Il suo modello è stato premiato nel 2022 con il “Digital Innovation Award” organizzato da Fondazione Cariplo, riconoscimento che ha portato alla collaborazione con il Ministero dell’Economia per lo sviluppo di un nuovo framework di microfinanza digitale. più info su come queste soluzioni stanno rivoluzionando il credito in Italia e in Europa.
- Nel 2023, oltre il 40% dei microimprenditori italiani ha ricorso a soluzioni alternative di finanziamento.
- Togawin ha supportato oltre 15.000 microimprenditori con un impatto su 70.000 posti di lavoro.
- Il tasso di rimborso per prestiti togawin supera il 95% nei casi selezionati.
- In Calabria, il tasso di occupazione dei giovani è salito al 68% dopo 18 mesi con formazione finanziata.
- La Commissione Europea ha destinato 10 miliardi di fondi Next Generation EU alla finanza inclusiva.